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Ultimo aggiornamento: 13:39

di Saverio Benedetti*

In risposta a David Grossman, Liliana Segre ha detto che la parola genocidio è ” troppo carica di odio”. Segre è una testimone sopravvissuta all’Olocausto e merita grandissimo rispetto ma non per questo può stabilire se a Gaza è o non è genocidio solo perché “è una parola troppo carica di odio” e questo la addolora. Si capisce benissimo. E’ dura accettare che il paese che ami stia facendo ad altri lo stesso che fecero a te, alla tua famiglia e alla tua gente tanti anni fa. Temo sia una sorta di dolorosa rimozione e credo anche che venga pure un po’ strumentalizzata.

Tuttavia anche se ha sperimentato in prima persona la tragedia dei campi di sterminio non è a lei che va chiesto se a Gaza sia genocidio o meno. I massimi esperti, docenti di Diritto internazionale, storici e studiosi dell’Olocausto (fra cui anche molti e ebrei ed israeliani come Amos Goldberg e Raz Segal) considerano la strage a Gaza un genocidio. Così come Medici senza Frontiere, Human Rights Watch, Amnesty International ed ora anche le associazioni israeliane B’Tselem e Phisicians for Human Rigth. E non perché è “troppo” o troppo poco ma perché ne esiste una chiara definizione con cinque criteri stabilita dalla convenzione sul Genocidio del 1948 (sottoscritta da Israele) e quanto accade a Gaza soddisfa almeno quattro di quei criteri.