Mille euro in contanti e il numero di un pusher. È questo che l’imprenditore Federico Monzino ha riferito agli investigatori. Sarebbe il prezzo concordato con Fabrizio Corona per gli audio e le chat private tra Raoul Bova e la modella Martina Ceretti. Messaggi poi finiti su Falsissimo, la rubrica online gestita da Corona. Con Repubblica, Monzino nega tutto. Sostiene di non aver ricevuto né soldi né favori. Ma agli investigatori ha detto l’opposto. Ha parlato di denaro e di un contatto ricevuto dall’ex paparazzo per acquistare cocaina. E ora proprio il “numero del pusher” è diventato un punto sensibile dell’indagine: la polizia postale vuole capire se si sia trattato solo di un recapito passato a Monzino o se si nasconda un credito a base di stupefacenti aperto da Corona. Una pista che resta da verificare e che verrà esplorata nell’ipotesi che l’imprenditore abbia detto la verità.
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di Giuseppe Scarpa
03 Agosto 2025
Gli accertamenti sono in corso. Al centro c’è il ruolo di Monzino, l’amico di Ceretti che per primo ha avuto tra le mani le chat. È stato lui stesso a dire che la modella gli aveva girato i messaggi con il consenso a inoltrarli a Corona. Poi — secondo il suo racconto — Ceretti avrebbe fatto marcia indietro, cercando di fermare tutto. Inutilmente però, perché Corona è andato avanti lo stesso. Il materiale è stato pubblicato su Falsissimo il 21 luglio.











