Il caso ha preso il via l’11 luglio, quando da un’utenza spagnola — che la polizia postale ritiene riconducibile a Monzino — viene inviato un messaggio a Raoul Bova, in cui si preannuncia la pubblicazione di contenuti compromettenti, con toni chiaramente ricattatori. L’attore non si lascia intimidire e denuncia subito l’accaduto.