KEREM SHALOM (STRISCIA DI GAZA) - Giubbotto anti proiettile, jeep blindate, soldati mascherati: il tour stampa organizzato dall’esercito israeliano è scenografico. Il pathos sembra da viaggio all’inferno, invece serve a fare neanche un chilometro dentro la Striscia fino a uno dei centri logistici dove vengono scaricati i camion degli aiuti umanitari. Dove cuociono al sole tonnellate di aiuti umanitari è l’anticamera della guerra. Da Gaza nessuno, se non gatti e topi, magri anche loro, riesce ad intrufolarsi. Della battaglia in corso si sente solo il senso dell’immane dispendio di risorse e il rumore dei colpi d’artiglieria. Che Hamas lanci qui uno dei suoi ultimi razzi è impensabile, sarebbe un autogol politico clamoroso.
Viaggio a Gaza, nel deposito blindato con il cibo che cuoce al sole. E Israele incolpa l’Onu
Il tour dell’Idf: «Non c’è carestia». Le ong: «Difficile agire, si aprano tutti i valichi»












