Una raffica di spot che mostrano quantità di cibo sostenendo che la fame a Gaza sia "solo una bugia" è stata diffusa dal governo israeliano, mentre si intensificano, insieme agli attacchi militari sulla Striscia, gli appelli internazionali a fermare la carestia, dichiarata ufficialmente giorni fa dell'Integrated Food Security Phase Classification (Ipc), il sistema globale di monitoraggio della fame delle Nazioni Unite.
Il ministero degli Esteri israeliano ha chiesto in una nota ufficiale rivolta all'Onu il ritiro del rapporto, contestando che sia stato elaborato in contrasto con i suoi stessi parametri.
A sostenere la sua posizione, alcuni influencer con milioni di visualizzazioni portati a Gaza per 'documentare' la presenza di cibo, insieme a numerosi spot a pagamento, in circolazione sui social almeno dallo scorso giugno, diffusi su Youtube in diverse lingue.
Il Programma Alimentare Mondiale delle Nazioni Unite ha avvertito giovedì che Gaza è "al punto di rottura" e ha lanciato un appello per riattivare urgentemente la sua rete di 200 punti di distribuzione alimentare per prevenire la diffusione di sacche di carestia. "Gaza è al punto di rottura. La disperazione sta aumentando vertiginosamente, e l'ho visto in prima persona", ha dichiarato la direttrice esecutiva del Pam, Cindy McCain, dopo aver incontrato bambini palestinesi affamati, che ha definito "irriconoscibili" rispetto alle fotografie scattate quando erano sani.












