Ogni anno è la solita storia. Dove mangiamo la granita questa estate? Fosse facile rispondere a questa domanda. Esistono i punti fermi, gli inossidabili, ma anche gli outsider e le nuove entrate, esattamente come accade in una classifica musicale. Questa, però, non vuole essere una classifica, ma una mappa delle migliori esperienze che si aggiorna estate dopo estate per comporre un goloso e freschissimo atlante delle granite, naturalmente siciliane.
Tante variabili geografiche
Della storia ne abbiamo scritto a sufficienza, ma se volete un breve recap sappiate che arriva dagli arabi che in Sicilia portarono lo sharbat, infuso dolce da servire freddo, che poi si mescola alla neve dell’Etna raccolta nei nivaroli, conservata nelle neviere e grattata all’occorrenza. Nei secoli si trasforma, diventa ghiaccio tritato e poi granella morbida, in un’oscillazione continua tra oriente e occidente. A Palermo e Trapani si preferisce ancora oggi una grana spessa, quasi ruvida. A Catania e Acireale è compatta, quasi un gelato. Messina e la sua provincia vedono una consistenza più soffice e setosa. Alcuni giocano un campionato a parte come Corrado Assenza a Noto che ha riscritto il concetto di dolce e le granite non fanno eccezione. Ebbene sì, il maestro val bene una messa (leggasi visita).









