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Il terremoto al largo della Kamchatka, in Russia, avvenuto nella notte tra martedì e mercoledì rientrerà probabilmente nell’elenco dei dieci più forti mai registrati da quando si misurano i terremoti in base all’energia liberata. Secondo i dati preliminari, che potrebbero cambiare in seguito a nuove analisi, ha raggiunto una magnitudo di 8.8, confermando l’estremo est della Russia come una delle aree più sismiche al mondo. Mentre si continuano a registrare nuove scosse di minore entità, tipiche per eventi di questa energia, la più forte ha prodotto tsunami che hanno interessato molti paesi che si affacciano sul Pacifico tra cui il Giappone, le Hawaii e la costa occidentale degli Stati Uniti.
Il terremoto più forte mai registrato nella storia fu quello di Valdivia, in Cile, del 22 maggio del 1960: raggiunse una magnitudo di 9.5. Le stime variano molto, ma è stato calcolato che uccise oltre 1.600 persone e che fece crollare o causò seri danni alle abitazioni in cui vivevano circa 2 milioni di persone. Quattro anni dopo, un forte terremoto nel Prince William Sound, in Alaska, raggiunse una magnitudo di 9.2 e causò la morte di almeno 130 persone. Nel 2004 il terremoto di Sumatra, in Indonesia, fu di magnitudo 9.1 e generò un grande tsunami che, anche a causa di sistemi carenti di allerta dell’epoca, causò la morte di almeno 280mila persone e portò a oltre 1,1 milioni di sfollati.











