Dal Giappone agli Usa, dalla Cina fino al Messico e al Perù, molti Paesi sulle coste del Pacifico hanno vissuto una giornata di paura in attesa di un possibile tsunami disastroso dopo un potentissimo terremoto al largo della Kamchatka, nell'Estremo Oriente russo, con una magnitudo di 8,8, la più alta registrata negli ultimi 73 anni nella regine e tra le dieci più forti di sempre nel mondo.

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Terremoto in Kamchatka e allerta tsunami nel Pacifico dal Giappone all'America - Primopiano - Ansa.it

Al momento il bilancio è molto contenuto rispetto ai timori iniziali: un numero imprecisato di feriti in Russia e nessun danno grave.

Ma dopo il sisma è cominciata un'eruzione di un vulcano della Kamchatka, il Klyuchevskoy. "Grazie a Dio non ci sono state vittime", ha detto il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, sottolineando che "tutti i sistemi di allarme" hanno funzionato correttamente. Ma ad evitare un bilancio di dimensioni tragiche ha contribuito il fatto che questa regione della Russia è molto scarsamente popolata. L'allarme è scattato quando a Mosca e in Europa era piena notte. L'Istituto geofisico statunitense Usgs ha localizzato l'epicentro del terremoto 136 chilometri a est di Petropavlovsk, capoluogo della penisola della Kamchatka, a una profondità di 19 chilometri sotto le acque del Pacifico. Una regione situata circa 7.000 chilometri ad est di Mosca e più vicina geograficamente alle coste americane dell'Alaska. L'Usgs ha immediatamente lanciato l'allarme tsunami proprio per l'Alaska, per il Giappone e le Hawaii, oltre che per la Russia