Una politica di rilancio degli investimenti privati in Italia è quanto mai urgente. Per consolidare la competitività acquisita e aggiungere un nuovo volano al Pil. Ma la grande assente in tutto ciò è soprattutto la politica industriale europea, per rilanciare la crescita del continente. In molti hanno criticato (perfino eccessivamente) la seconda Commissione von der Leyen per come ha gestito le trattative sulle tariffe con gli Stati Uniti, giudicando l’accordo sui dazi al 15% come una capitolazione dell’Europa di fronte al gigante americano. Ma le colpe della von der Leyen sono ben maggiori per come la sua prima Commissione ha contribuito a trascinare l’economia europea in stagnazione con i pasticci del Green Deal e dell’auto elettrica, senza ancora avervi rimediato.
Si può considerare statisticamente il dato del Pilitaliano nel secondo trimestre 2025, -0,1% rispetto al primo trimestre secondo la stima preliminare Istat, come un bicchiere mezzo vuoto o mezzo pieno. Mezzo vuoto perché il calo viene ad interrompere due trimestri consecutivi di crescita apprezzabile, il quarto del 2024 (+0,2%) e il primo del 2025 (+0,3%).
Pensioni agosto 2025, dal 1° al via ai pagamenti (con rimborsi e trattenute Irpef): ecco il calendario








