Per raccontare Le Vitel Etonné – ristorante nato a Torino nel 2001 e da allora un autentico esempio di quanto sia saggia la locuzione latina nomen omen – servono almeno due momenti storici: il presente e l’immediato futuro. Il passato lo racconta la storia e i nomi che hanno voluto questa realtà gastronomica, primo tra tutti Bob Noto. E poi ovviamente Luisa Pandolfi, che ha creduto in questa creatura che viaggia verso il 25 anni di vita.
Torino, 22 locali dove mangiare e bere in città
Sarebbe semplice raccontare che qui il vitello tonnato è sacralità, un momento di raccoglimento, di osservazione del piatto, prima di spalmare la delicata salsa su sottili e rosate fettine di saporita carne. Un rito che nelle scorse settimane è finito anche sul quotidiano britannico The Guardian e nelle foto scattate da decine di chef di tutto il mondo che hanno riempito le tavole del locale di via S. Francesco da Paola, 4 in occasione dei 50 Best Restaurants che si sono svolti nel capoluogo piemontese. Il futuro è nel pastificio artigianale aperto a poca distanza, al civico 9 della stessa via del centro storico, e che rappresenta un’autentica sfida nell’ottica di una sempre più diffusa offerta di gastronomia moderna.







