Portare aria di mare e di Sud in una città di nebbie e di fiumi, sposandola con tradizioni gastronomiche che fondano su solide radici di terra, è la scommessa giocata da Gabriele Bertolo. Classe 1997 da due anni è alla guida, con le mansioni di head chef, delle cucine dell’elegante bistrot che Antonino Cannavacciuolo ha aperto nel 2017 in una tranquilla strada della precollina, zona fra le più cool di Torino. Per l’implacabile giudice di Masterchef “in altre città la gente scappa, corre sempre, qui si cammina ancora. C’è il gusto di mangiare, di trovare il locale giusto”. Bertolo a Torino ci è nato e ha frequentato l’istituto alberghiero Colombatto. “Poi – racconta – ho fatto esperienza in giro per l’Italia e per l’Europa, sono stato in Inghilterra e in Francia, a Strasburgo per due anni ho lavorato a La Casserole”. Quando torna in Italia avviene l’incontro con Cannavacciuolo che gli affida prima il ruolo di commis di cucina al Bistrot di Novara e poi quello di chef de partie a Villa Crespi. Qui ha modo di lavorare fianco a fianco con lo chef e di studiarne e capirne la filosofia. “Cannavacciuolo mi ha mandato a fare esperienza in vari ristoranti stellati del gruppo, da Laqua Vineyard nel Pistoiese a Laqua Countryside nel Napoletano. Poi la proposta di tornare a Torino che ho accettato molto volentieri”.