ROMA - Sarà pure un grande accordo, servirà pure a riequilibrare le storture commerciali, come dicono Donald Trump e Ursula von der Leyen, ma i dazi generalizzati Usa al 15% sono comunque un brutto colpo per il Made in Italy. Anche se molto dipenderà dai regimi speciali con zero dazi reciproci, previsti dall’intesa di massima siglata ieri, ma che devono ancora essere concordati e definiti per alcuni prodotti. Come resta incognita la sorte della web tax italiana, che sembrava destinata a capitolare ma di cui ieri non si è parlato.
Cosa cambia per il Made in Italy con i dazi al 15% per le esportazioni negli Stati Uniti
Le esportazioni di merci italiane verso gli Usa valgono 65 miliardi. La soglia del 15% raggiunta negli accordi è più che tripla rispetto alla tariffa base del 4,8%. Il caso della web tax














