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Stanno continuando gli attacchi iniziati giovedì tra gli eserciti di Thailandia e Cambogia in vari punti di confine: almeno 15 persone sono state uccise in Thailandia (14 civili e un militare), e una in Cambogia (non è chiaro se civile o militare). In Thailandia oltre 100mila persone sono state evacuate da quattro province sul confine. Ci sono state esplosioni, spari e colpi d’artiglieria: in questi due giorni la Thailandia ha usato aerei da guerra F-16 per colpire postazioni militari cambogiane, e la Cambogia ha lanciato dei razzi.
Gli scontri sono dovuti a una disputa territoriale che va avanti da decenni, anche se la situazione è diventata più grave negli ultimi mesi.
Il confine tra Thailandia e Cambogia, lungo circa 820 chilometri, fu definito per la prima volta nel 1907 dalla Francia, che occupò come potenza coloniale la Cambogia fino al 1953. La mappa era basata su un accordo di qualche anno prima, secondo cui il confine tra Thailandia e Cambogia avrebbe dovuto seguire a grandi linee il corso dei fiumi. La Thailandia sostiene da sempre che quella mappa non sia vincolante e sia poco accurata in alcuni punti.
Un monaco buddista cambogiano cammina verso il tempio indù di Preah Vihear, nel 2011 (AP Photo/Heng Sinith)












