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Giovedì mattina soldati thailandesi e cambogiani hanno iniziato a spararsi contro in una zona contesa al confine tra i due paesi, vicino a un antico tempio che per la Thailandia si chiama Ta Muen Thom e per la Cambogia Tamone Thom. Poi ci sono stati reciproci bombardamenti, con razzi e aerei da guerra. Il governo thailandese ha detto che dodici persone (11 civili e un militare) sono state uccise, e ci sono più di 30 feriti. La Cambogia non ha comunicato se gli attacchi thailandesi hanno causato morti. La contesa fra Thailandia e Cambogia riguarda varie zone di confine e prosegue da decenni, ma la crisi è diventata più grave negli ultimi mesi.

Le parti si sono accusate a vicenda di aver sparato per prime e in seguito di aver utilizzato armi più pesanti: la Thailandia ha detto che la Cambogia avrebbe sparato almeno tre razzi nel suo territorio, la Cambogia dice di essere stata bombardata da jet thailandesi. L’esercito thailandese ha confermato un’operazione in cui sono stati usati aerei da guerra F-16 per colpire postazioni militari cambogiane. Uno dei razzi lanciati dalla Cambogia ha colpito una stazione di servizio della provincia di Sisaket, uccidendo sei persone. Gli scontri a fuoco fra militari riguardano invece sei differenti località di confine in tre province thailandesi: Surin, Sisaket e Ubon Ratchathani.