L'escalation militare tra Thailandia e Cambogia, una delle più gravi mai registrate negli ultimi anni, rientra in una storia di rivalità pluridecennale sul tracciato dei confini e sulla sovranità su alcuni templi rivendicata dai due Paesi.

Gli scontri di oggi sono scoppiati nei pressi di un tempio indù Khmer, in un'area contesa da tempo, fin da quando, nel 1907, la Francia, che era in Indocina, disegnò i confini tra Cambogia e regno del Siam (la Thailandia) e assegnò quei territori appunto ai cambogiani. La disputa sui confini risale quindi alla definizione della loro frontiera comune, lunga 800 chilometri, all'inizio del XX secolo. All'epoca, e fino al 1953, a occupare l'Indocina era la Francia che per la prima volta ne tracciò la mappa terrestre. Nel corso degli anni, la contesa ha ripetutamente alimentato sentimenti nazionalistici in entrambi i Paesi e ciclici scontri armati. Le violenze di oggi non sono dunque un fulmine a ciel sereno. La tensione tra i due rivali storici era nuovamente salita a maggio: un soldato cambogiano era rimasto ucciso in scontri con le truppe thailandesi e un soldato thailandese aveva perso una gamba dopo essere caduto su una mina nella zona di confine di Chong Bok.