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25 LUGLIO 2025
Ultimo aggiornamento: 20:02
Come annunciato da Macron, la Francia sarà il primo Paese del G7 a riconoscere lo Stato di Palestina. Una mossa che – tra le proteste di Netanyahu le critiche di Trump – riaccende il dibattito in tutta Europa. Mentre Gaza è sempre più oppressa dai bombardamenti israeliani e in piena carestia, anche in Italia cresce la pressione dei partiti di opposizione sul governo per schierarsi a favore del riconoscimento dello Stato palestinese, ma l’esecutivo di Giorgia Meloni rimane fermo sulle sue posizioni. Anche dall’altra parte della Manica si muove qualcosa: una lettera congiunta, firmata da 221 parlamentari britannici provenienti nove partiti di diversi schieramenti, chiede al governo del Regno Unito di seguire l’esempio Francese.
La lettera dei 221 parlamentari britannici – L’iniziativa bipartisan, partita dalla deputata della maggioranza Sarah Champion, riguarda più di un terzo dei componenti della Camera dei Comuni: “Pur riconoscendo che il Regno Unito non ha il potere di realizzare da solo una Palestina libera e indipendente, il riconoscimento da parte del Regno Unito avrebbe un impatto significativo… per questo vi esortiamo a compiere questo passo”, si legge nella lettera. Nonostante questo il premier britannico Keir Starmer ha lasciato intendere che il suo governo non riconoscerà a breve lo Stato palestinese. Starmer, riporta la Bbc, ha dichiarato che lui e i suoi alleati stanno “lavorando a un percorso verso la pace nella regione” e ai “passaggi concreti necessari per trasformare il cessate il fuoco, oggi così disperatamente necessario, in una pace duratura”. Il premier ha aggiunto di essere “inequivocabile” nel ritenere che “il riconoscimento di uno Stato palestinese debba essere uno di questi passaggi”, ma che questo “deve far parte di un piano più ampio che porti, in ultima analisi, a una soluzione a due Stati e a una sicurezza duratura per palestinesi e israeliani”.













