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5 AGOSTO 2025

Ultimo aggiornamento: 8:07

Bandiere palestinesi, kefiah, rabbia e indignazione. Nella Place d’Italie, a Parigi, va in scena l’ennesimo raduno per Gaza. Si contesta il genocidio sulla Striscia e l’inerzia dei governi occidentali, compreso quello francese. Eppure all’Eliseo erano convinti che il riconoscimento dello Stato Palestinese annunciato dal presidente Emmanuel Macron, che avverrà a settembre all’Assemblea delle Nazioni Unite, avrebbe riscosso più consensi nell’opinione pubblica d’oltralpe. Si trattava dare un po’ di ossigeno alla popolarità dello stesso Macron – che riscuote la fiducia di appena il 7% dei francesi – accontentando quel 63% dei francesi, prevalentemente elettori di France insoumise e del Partito socialista, che secondo Odoxa si dice favorevole al riconoscimento della Palestina. Il sondaggio, pubblicato qualche mese, rileva che il 73% dei francesi sarebbe favorevole all’implementazione di sanzioni contro lo Stato israeliano. Quanto alla politica estera: anche Le Monde aveva elogiato il gesto di Macron, definendolo un “momentum” che ha ispirato circa una quindicina di Stati, compresi Canada e Germania, provocando la furia dell’amministrazione Trump. Ma anche qui torna si avvera l’antico proverbio: Nemo propheta in patria est.