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Il presidente Volodymyr Zelensky ha presentato al parlamento ucraino una proposta di legge che ha l’obiettivo di restituire l’autonomia alle due principali agenzie anticorruzione del paese, dopo due giorni di proteste e le critiche dei governi stranieri e delle istituzioni europee. La nuova legge, che non è stata ancora votata dal parlamento, invertirebbe gli effetti di quella, molto contestata, fatta approvare martedì dal partito del presidente, che aveva sottoposto le agenzie a maggiore controllo politico.
L’agenzia nazionale anticorruzione (Nabu) ha detto di essere stata coinvolta nella formulazione della nuova proposta, sostenendo che «ripristinerà tutti i poteri e le garanzie d’indipendenza» sia sue sia della procura specializzata anticorruzione (Sapo). La Sapo è l’altra agenzia che era stata posta sotto il controllo del procuratore generale, che è una figura di nomina politica: per questo, secondo le opposizioni e i media, i politici avrebbero potuto limitare di molto le attività delle agenzie.
Non si sa quando la proposta sarà votata: il parlamento unicamerale è appena entrato nella pausa estiva, ma il suo presidente Ruslan Stefanchuk ha prospettato la possibilità che arrivi in aula prima della ripresa ufficiale dei lavori, a fine agosto. Anche la principale ong anticorruzione ucraina, l’Anti-Corruption Action Centre, ha elogiato l’iniziativa, ritenendola la prova dell’efficacia delle proteste di questi giorni, e ha chiesto però al parlamento di approvarla subito. Mercoledì sera, in un videomessaggio, Zelensky aveva promesso di intervenire sostenendo di aver «ascoltato le persone».












