È il giorno del confronto, il primo, tra l'accusa, che ha ipotizzato un sistema «gravemente corruttivo, che ha come risultato lo svilimento dell'interesse pubblico» e dove al posto degli «organi rappresentativi della collettività» avrebbe operato «una rete occulta e solidale, finalizzata a interessi privati e illegittimi», e i protagonisti di quel «sistema Milano» di cui, tra gli altri (sono 74 i coinvolti), farebbero parte i sei indagati per cui la Procura ha chiesto gli arresti domiciliari o il carcere e che oggi verranno interrogati davanti al gip Mattia Fiorentini. L'appuntamento è alle 9.45 al settimo piano del Palazzo di Giustizia e andrà avanti per tutto il giorno. Intanto ieri il sindaco Giuseppe Sala, indagato anche lui nella maxi inchiesta sull'urbanistica meneghina, nella sua prima uscita pubblica dopo il terremoto che lo ha travolto, si è lasciato andare sul tema dimissioni (mancate): «Ho un po' l'impressione che non avrebbero fatto comodo a nessuno, né al centrosinistra ma neanche al centrodestra». «Tutti parlano ma tenersi sulle spalle una situazione così pesante, non so chi l'avrebbe fatto in questo momento», ha aggiunto. Poi la comunicazione sul posto lasciato dall'assessore Giancarlo Tancredi - anche lui oggi atteso davanti al gip. Sarà la vicesindaca e assessora all'Istruzione Anna Scavuzzo a sostituirlo, in attesa di trovare la persona che accetterà di guidare l'assessorato all'Urbanistica. A Tancredi però va la solidarietà del sindaco: «Credo molto nella sua onestà e mi spiace per come sia finita».
Inchiesta di Milano, oggi gli interrogatori: in sei a rischio arresto
È il giorno del confronto, il primo, tra l'accusa, che ha ipotizzato un sistema «gravemente corruttivo, che ha come risultato lo svilimento dell'interesse pubblico» e...










