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Ultimo aggiornamento: 11:17 del 9 Luglio

Crolla nei sondaggi e la maggioranza degli spagnoli ritiene che debba fare un passo indietro e lasciare. Ma il premier spagnolo Pedro Sanchez, nel vortice della peggiore crisi della sua storia, dovuta allo scandalo per corruzione nel partito socialista in cui sono coinvolti dirigenti che lui stesso ha nominato, si presenta davanti al Congresso per ammettere di avere sbagliato a fidarsi di loro, ma allo stesso tempo ribadisce di volere restare al suo posto pur avendo vagliato anche l’opzione delle dimissioni. E propone ai parlamentari il un “piano statale di lotta contro la corruzione”, con “15 importanti misure”, elaborato “insieme all’Ocse” per “collocarci all’avanguardia in Europa su questo argomento”. Ma le opposizioni continuano a insistere: per il leader dei popolari Alberto Nunez Feijoo Sanchez ha fatto cadere il Paese “in un incubo” e la “cosa migliore” che potrebbe fare è “confessare ciò che sa, restituire il bottino e convocare elezioni anticipate”. “Non c’è trucco che nasconda che lei è un politico distrutto, che organizza spettacolini da vittima sacrificale – ha detto Feijoo nella sua replica -. Lei è messo come è messo perché è risultato essere una frode”, ha aggiunto. Stessa posizione per Vox, secondo cui “l’unico piano utile” da parte del governo contro la corruzione non è quello proposto dal premier, ma che lui stesso “si dimetta”, si “metta a disposizione della giustizia” e che “confessi”. Nel suo intervento, il leader dell’ultradestra Santiago Abascal ha anche attaccato il capo dei popolari, sostenendo che non abbia chiuso ad accordi con i socialisti in futuro. “Farò il possibile per evitare un accordo tra Pp e Psoe“, ha dichiarato, affermando che questo sarebbe il vero “piano sognato” da Feijoo.