La maggioranza ha girato la clessidra dando un'accelerata alla riforma della giustizia per la separazione delle carriere: ancora 30 ore di dibattito, a seguire le dichiarazioni di voto, e poi sarà il momento di dare il via libera al Senato.
Il contingentamento dei tempi è stato stabilito dalla conferenza dei capigruppo di Palazzo Madama.
Le opposizioni hanno protestato: "Un'aberrazione, una forzatura".
L'obiettivo del centrodestra è portare a casa il voto al massimo il 23 luglio: sarà il secondo passaggio parlamentare dei quattro previsti per l'approvazione definitiva della legge, che è di carattere costituzionale.
La scorsa settimana, il Senato ha approvato l'articolo 2 della riforma, quello che stabilisce due diversi percorsi: uno per i pubblici ministeri, cioè i magistrati che fanno le indagini, e l'altro, distinto, per i giudici, che decidono sulla colpevolezza o meno degli imputati.






