C’è tanto da imparare quando ci avviciniamo con umiltà

alle parole, specialmente a quelle che usiamo di più e siamo convinti di conoscere meglio, come per esempio mestiere.

Impegno e fatica. Quando parliamo di mestiere viene immediato il riferimento ad un lavoro e all'impegno (e alla fatica) che comporta. I dizionari concordano nell'indicare come primo significato attività specialmente manuale che viene appresa con la pratica o un tirocinio più o meno lungo. Elemento che chiarisce la differenza con la professione a cui generalmente si accede grazie ad una istruzione accademica. Resta il fatto che anche per essere buoni professionisti, conoscere il mestiere è indispensabile.

Una parola di servizio. Come ci è capitato molto spesso di vedere, anche la parola mestiere - secondo molti dizionari - ci arriva dal francese mestier. Ma è sempre il latino l’origine principale e in particolare la parola ministerium, che significa “servizio, funzione”. Se pensiamo ai moderni ministeri e al ruolo che svolgono l’origine della parola diventa illuminante e decisivo per comprenderne il ruolo, almeno quando si ricordano da dove vengono.

Digressione obbligatoria. Ma ministerium a sua volta deriva da minister, che significa "servo, aiutante" e che è collegato al termine latino "minor", che significa "meno, minore". Chissà se i nostri ministri, tra un ossequio e un’auto blu, una riunione di governo e una conferenza stampa, si ricordano che sono impegnati in un ruolo di servizio alla comunità. Il latino minister era in una posizione subordinata o di minore importanza rispetto al destinatario del servizio. Esagerando nei paralleli potremmo ricordare ai ministri che sono in una posizione subordinata o di minore importanza rispetto al destinatario del servizio. Che siamo noi.