La perfezione è il risultato anche di un gesto antico. Che si ripete invariato nel tempo. Vale soprattutto quando si ha a che fare con l’eccellenza, con prodotti che poi fanno il giro del mondo e diventano simbolo del made in Italy. Sappiamo che per raggiungere risultati importanti servono assaggi, passaggi, controlli. Lo possiamo immaginare. Ma forse non abbiamo idea che in questo processo siano contemplate anche figure, altamente specializzate, che con un solo gesto possono decidere il destino di un prodotto.
Come i battitori del Parmigiano Reggiano: 25 esperti che decidono se una forma può essere marchiata con la Dop e può essere immessa sul mercato. Un’eccellenza che può essere prodotta solo nelle cinque province della zona di origine: Parma, Reggio Emilia, Modena, Mantova alla destra del Po e Bologna alla sinistra del Reno.
Cosa fanno i battitori
Con un particolare martelletto, e grazie a una tecnica affinata in anni e anni di esperienza e formazione, i battitori mettono a disposizione tutta la loro sensibilità, il talento e la passione. Battono ripetutamente il martelletto sulla forma: ascoltano il suono e attraverso le vibrazioni che percepiscono capiscono quali e quante possibili imperfezioni si possano nascondere dentro a una forma. Perché al suo interno potrebbero esserci “strappi”, “occhi”, “tagli” e “bolle” che possono compromettere la qualità del formaggio.






