La Corte costituzionale spagnola ha avallato, con sei voti a favore e quattro contrari della maggioranza progressista, la legge di amnistia approvata un anno fa dal Parlamento spagnolo nei confronti degli implicati nel processo secessionista in Catalogna.
Lo si apprende dai media locali. La decisione dei giudici togati sul ricorso di incostituzionalità presentato dal conservatore Partito Popolare è arrivata dopo quattro giornate di deliberazione concluse nel voto odierno.
La sentenza approvata oggi dalla Consulta considera l'amnistia pienamente costituzionale. Tuttavia, non fa riferimento al reato di malversazione di fondi pubblici, al quale non è applicabile, stando a un precedente pronunciamento della Corte Suprema. Su quest'ultimo aspetto la Corte costituzionale si pronuncerà solo a seguito delle sentenze sui ricorsi presentati dal leader di Junts per Catalunya, Carles Puigdemont, ed altri dirigenti catalani imputati.
Secondo la relazione approvata, citata da vari media iberici fra i quali El Pais, le Cortes costituenti a suo tempo non inclusero alcun divieto di amnistia nella legge fondamentale. Quindi, è rimasta a giudizio del legislatore la possibilità di regolamentarla, giustificando in ogni caso l'interesse pubblico della misura di perdono. Resta pertanto prerogativa del Parlamento applicarla a eventuali crisi istituzionali, ma sempre partendo dal presupposto che l'amnistia debba rispondere a scopi concreti e benefici per la società.












