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Nuova bufera: ok dei giudici all'amnistia per i catalani. E anche la sinistra insorge

Pedro Sánchez pensa ai suoi cittadini, copyright Nicola Fratoianni. Ma in un modo sui generis, verrebbe da aggiungere, stando ai numerosi scandali che lo circondano. Non si esclude una crisi politica in Spagna dopo che il primo ministro socialista sta collezionando imbarazzi e inchieste che hanno colpito il suo cerchio magico, dalla moglie Begona al fratello David, passando per gli alti papaveri del partito Psoe.

La novità di oggi sta nel fatto che la Corte Costituzionale, con una sentenza approvata a maggioranza, ha riconosciuto la legge di amnistia agli indipendentisti catalani come compatibile con la Carta costituzionale. Si tratta di "un'auto-amnistia, che è stata la moneta di scambio che Sanchez ha pagato per diventare presidente del governo dopo aver perso le elezioni generali", attacca il leader del Partito popolare spagnolo, Alberto Núñez Feijóo, secondo cui "l'amnistia è illegale, è immorale, è una transazione corrotta di impunità in cambio di potere ed è un colpo alla separazione dei poteri".