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Il premier spagnolo all'attacco di Tel Aviv. Ma il tandem Meloni-Merz mette all'angolo la sinistra. Nelle conclusioni si chiede il rilascio degli ostaggi e più aiuti

Arrivata sul tavolo da pranzo del Consiglio europeo, la proposta del premier spagnolo Sánchez di sospendere l'accordo di associazione tra Ue e Israele che dal 2000 regola gli scambi economici con l'Ue è stata subito maldigerita da altri leader, a partire dalla premier Meloni, dal cancelliere tedesco Merz e dal capo del governo ungherese Orbán; che assieme a Grecia, Austria, Romania e Lituania hanno infine bocciato la sospensione dell'intesa.

Posizioni più sfumate anche da esponenti liberali come il presidente francese Macron, secondo cui l'obiettivo è uno Stato palestinese smilitarizzato che riconosca l'esistenza e la sicurezza di Israele. Tra distinguo e frizioni, il premier spagnolo è stato dunque messo ai margini, nonostante i toni usati del leader iberico, la cui linea sanzionatoria del "qui e ora" sostenuta anche da tutto il Partito socialista europeo è stata appoggiata apertamente in Consiglio soltanto da Belgio, Irlanda, Svezia e Slovenia, e solo in parte da Parigi.