Proprio mentre l’iscrizione al primo semestre di Medicina in Italia divcenta libera e sparisce il test d’ingredsso, un nuovo studio pubblicato come working paper su Iza (Institute of Labor Economics) getta luce sulla qualità degli aspiranti medici selezionati dal precedente sistema. Il paper, firmato dai professori della Facoltà di Economia della Libera Università di Bolzano, Alessandro Fedele e Mirco Tonin, insieme a Daniel Wiesen dell’Università di Colonia, mostra che la selezione tramite test d’ingresso attirava giovani dotati non solo di elevate capacità cognitive, ma anche di forti motivazioni intrinseche, altruismo e stabilità emotiva: qualità fondamentali per chi aspira a curare gli altri.
La riforma in atto
Dal 2025 l’Italia ha avviato una svolta nel sistema di accesso a Medicina: addio test d’ammissione unico, spazio a un semestre “di prova” per tutti. L’obiettivo è chiaro: aumentare il numero di professionisti sanitari, in risposta alla cronica carenza nel settore. C’è chi però, pur condividendo l’intento, mette in guardia dal rischio che si abbassi la qualità media dei candidati. Lo studio contribuisce a valutare questo rischio, analizzando il profilo di chi ha scelto la sanità prima della riforma.








