«Rivedere il semestre filtro? No, grazie. Va proprio abolito». È questa in sintesi la risposta del corso di Medicina all’Alma Mater alle dichiarazioni della ministra dell’università Anna Maria Bernini che si è dichiarata disponibile a migliorare la modalità di accesso per gli aspiranti medici, ma senza tornare indietro. «Non vedo la possibilità di introdurre correttivi» osserva Elisabetta Poluzzi, coordinatrice del corso di laurea di Medicina a Bologna, aggiungendo che sarebbe meglio ammettere «che nonostante le buone intenzioni, così è infattibile e va giudicato in maniera oggettiva». Anche rispetto alle tempistiche considerate non congrue ma «non è possibile dilatare di più».
Meglio tornare ai test di accesso Tolc «affidando alle università la preparazione per evitare i corsi privati, noi siamo disponibili» conclude. Ancora più netto è Pierluigi Strippoli, ordinario di Biologia, che sul semestre filtro è stato critico fin dalla prima ora, tanto da aver depositato un ricorso al Tar. «L’inefficacia non dipende dai particolari tecnici — dice — è l’impianto generale che va rivisto. Così non è università, la selezione deve essere fatta prima dell’immatricolazione».
Strippoli ricorda che prima che la riforma entrasse in vigore, dall’Ordine dei medici ai rettori con la Crui, in tanti si erano detti contrari. «Non è stato ascoltata nessuna delle parti in causa. Io ho avuto a lezione 3400 studenti, ma non so chi sono. C’è una legge del dicembre 2024, già con la Bernini ministra, che vieta lezioni per più di 150 persone».










