La riduzione dei programmi d'esame, l'estensione della durata delle lezioni, l'ampliamento dei tempi tra la fine dei corsi e gli appelli, così da garantire maggiore spazio alla didattica.
La ministra dell'Università Anna Maria Bernini ha incontrato il Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) proponendo una serie di correttivi per l'ingresso a Medicina e un tavolo di confronto permanente. Ha escluso passi indietro come il ritorno ai test d'ingresso ma ha dato piena disponibilità a intervenire sul funzionamento del nuovo sistema.
Fuori intanto andava in scena la protesta dell'Unione degli universitari, Adi e Primavera degli studenti. "Il fatto che la ministra, a metà dell'anno accademico, non abbia idea di cosa fare è preoccupante", hanno detto. "Il semestre filtro - secondo i manifestanti - è una falsa soluzione che non affronta la carenza di personale sanitario né garantisce il diritto allo studio. Il numero chiuso va superato, il semestre filtro va abolito, e servono investimenti strutturali". Il confronto tra la ministra e gli studenti durante il Cnsu, durato più di tre ore, ha toccato vari temi, dai rapporti con gli atenei e centri di ricerca israeliani, ai finanziamenti agli atenei e alle borse di studio fino al nuovo corso per gli allievi dell'accademia di Modena all'Università della città. Al centro del dibattito anche, appunto, la riforma dell'accesso a Medicina con il semestre aperto. L'incontro si è concluso con qualche battuta sul tema 'contestazioni'. Quando il ministro ha detto di essere stata contestata in tutte le Università, un rappresentante calabrese ha affermato: "no, all'Università della Calabria no".












