Programmi d’esame ridotti e periodi di lezione più lunghi per potersi preparare ai test. Sono i punti che il ministero dell’Università e della Ricerca sta valutando per intervenire sul funzionamento del sistema d’accesso alla facoltà di Medicina dal prossimo anno accademico, dato che per quello pronto a partire a inizio 2026 è escluso un nuovo test nazionale.

La prima seduta al Consiglio nazionale degli studenti universitari

La ministra Anna Maria Bernini, contestata negli ultimi giorni per il nuovo “semestre filtro”, si è detta disponibile a discutere su come adeguare la riforma e ha proposto al Consiglio nazionale degli studenti universitari (Cnsu) l’istituzione di un tavolo di confronto permanente sulla riforma dell’accesso a Medicina.

E ha illustrato le possibili novità. Innanzitutto, un eventuale intervento sui contenuti dell’esame, con una riduzione dei programmi d’esame. Poi, potrebbe esserci sia un’estensione della durata delle lezioni (che quest’anno sono durate tre mesi, da inizio settembre a fine novembre) sia un ampliamento dei tempi tra la fine dei corsi e gli appelli, così da garantire maggiore spazio alla didattica.

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