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24 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 13:38
È stato licenziato dall’azienda senza preavviso perché sospettato di non utilizzare in modo consono i permessi richiesti per assistere la madre. Pochi giorni fa, però, il suo contratto di lavoro è stato ripristinato grazie alla sentenza pronunciata da Margherita Bortolaso, giudice del lavoro di Venezia, che ha definito “censurabile” il licenziamento improvviso del dipendente, ritenuto “affidabile e diligente, mai attinto da sanzioni disciplinari”. È quanto riporta il Corriere del Veneto in merito a un uomo di 46 anni, impiegato dal 2009 della Coop Alleanza 3.0 con sede nel Bolognese. L’azienda è stata condannata a restituire il posto di lavoro al dipendente e a risarcirlo con le retribuzioni maturate dal giorno del licenziamento, il 3 luglio 2024, fino all’effettiva ripresa della sua attività professionale.
I fatti – A dare inizio alla vicenda, che si è conclusa quasi un anno dopo il licenziamento, è il peggioramento delle condizioni di salute della madre dell’uomo. È da qui, infatti, che nasce la richiesta dei permessi previsti dalla legge 104 del 1992 per poterla assistere, concessi nell’aprile del 2024. La Coop decide però di controllare l’uomo, installando un sistema Gps sulla sua auto. Da questo momento la vita lavorativa dell’impiegato cambia: l’azienda sostiene che nell’ora del permesso il 46enne non si recava nell’abitazione della madre, decide di notificargli una lettera di contestazione e, dopo averlo ascoltato nella sede della Cisl, il 3 luglio 2024 procede con il licenziamento.







