MILANO – Alla fine il giudice dà ragione al dipendente. La vicenda si è svolta in Veneto, dove Coop Alleanza 3.0 aveva licenziato un lavoratore dopo aver scoperto, grazie a un Gps collocato sulla sua auto, che non aveva utilizzato il permesso concesso in base alla legge 104 del 1992 solo per assistere la madre. Il Tribunale di Venezia però giudica i dati dell’apparecchio “inutilizzabili”, imponendo alla società di reitegrare il lavoratore e coprire le spese di lite, pari a 7 mila euro.
Le tre ore di permesso contestate
Secondo quanto scrive il Corriere del Veneto, il lavoratore era assunto in azienda dal 2009 e nel 2024 aveva richiesto, e ottenuto, l’accesso ai permessi previsti della legge 104 per poter assistere la madre. In questa circostanza, l’azienda decide di collocare un Gps sulla sua auto e scopre che il 28 maggio, il 4 e il 5 giugno dello scorso anno, il dipendente ha beneficiato di un’ora di permesso senza recarsi a casa della donna ma nella propria abitazione. Passano pochi giorni e il 17 giugno riceve una lettera di contestazione, firmata dai vertici della Coop Alleanza 3.0.
Il giudice dà ragione al dipendente
Il 26 giugno, ricostruisce il quotidiano, l’impiegato viene sentito nella sede della Cisl dove espone le sue motivazioni ma il datore di lavoro decide comunque di licenziarlo 3 luglio 2024. Quindici giorni dopo, il lavoratore impugna il provvedimento in via stragiudiziale e il 4 dicembre 2024 deposita un altro ricorso nella cancelleria del tribunale del lavoro di Venezia. Dove tutto cambia.






