L'attacco americano ai tre siti nucleari iraniani fa scivolare le borse. Il nervosismo c’è, ma il panico no. E neanche i missili lanciati da Theran in serata sulle basi Usa in Qatar riescono a spaventare più di tanto, con Wall Street che, dopo una temporanea battuta di arresto, prosegue in rialzo.

La speranza e l'auspicio degli investitori è che la guerra resti contenuta e non si allarghi ad altri paesi dell'area. La presidente della Bce, Christine Lagarde parla di «eccezionale incertezza» e di «rischi sulla crescita orientati al ribasso», anche se l'inflazione è attorno all'obiettivo del 2% e, se dovessero esserci schiarite sul fronte commerciale, i mercati e l'economia potrebbe ripartire anche più forte. Ma per ora quel che regna è la cautela. Le borse europee chiudono tutte in rosso, però con cali contenuti. Il Ftse Mib di Milano cede l’1% e scende sotto la soglia dei 39mila punti, ma a frenare il listino c’è lo stacco delle cedole di diverse società che pesa per lo 0,2756%. Parigi ha ceduto lo 0,69% a 7.537 punti, Londra lo 0,19% a 8.758 punti e Francoforte lo 0,35% a 23.269 punti. Immobile Madrid (-0,01% a 13.843 punti).

Debole il comparto della difesa, con Leonardo che a Piazza Affari è tra i peggiori a -2,42%. Cede l’1,4% Rheinmetall a Francoforte, mentre a Parigi le vendite colpiscono Thales (-1,1%). Nonostante i 32 Paesi della Nato abbiano concordato di destinare il 5% del loro prodotto interno lordo alla difesa, e nonostante il segretario dell’Alleanza Atlantica, Mark Rutte, abbia precisato che la Spagna non è esentata dall’obiettivo di aumento della spesa militare, a pesare potrebbe essere il rinvio del nuovo target. Secondo quanto indicato dal ministro degli esteri Antonio Tajani a Bruxelles, la deadline sarebbe slittata al 2035 anziché al 2030.