BEIRUT - Sabato 6 ottobre 1973, giorno di Yom Kippur per gli ebrei, Egitto e Siria attaccarono da due lati Israele. Volevano riconquistare il terreno perduto sette anni prima nella Guerra dei sei giorni. Anche allora c’era il problema delle munizioni e dei pezzi di ricambio, così già lunedì l’Unione Sovietica iniziò un ponte aereo verso i suoi alleati e il sabato successivo fecero lo stesso gli Stati Uniti a favore di Israele. Altri 4 giorni e i Paesi arabi riuniti nell’Opec smisero di vendere petrolio agli Usa e ad alcuni loro alleati. Il prezzo del greggio schizzò da 3 dollari al barile a 12 in poche settimane. Oggi oscilla dai 50 ai 100, ma questo è un altro discorso, allora fu uno choc: portò l’inflazione e le domeniche in bicicletta. Il segretario di Stato Henry Kissinger si installò a Beirut per mediare. Le serate con lui a fumare sono entrate nel mito e la passione dei libanesi per i sigari nacque allora. La guerra durò in tutto 20 giorni, l’embargo altri 5 mesi e si mostrò uno strumento di pressione straordinario per spingere gli Usa a ridurre le aspettative che Israele si era guadagnato sul campo di battaglia. Altri tempi, altre alleanze. C’era la Guerra Fredda, le due superpotenze si combattevano per procura, ma c’era anche un mondo arabo (quasi) unito contro Tel Aviv.