Roma, 8 apr. (askanews) – Dopo nemmeno ventiquattro ore, la fragile tregua siglata da Stati Uniti, Iran e Israele rischia di saltare a causa del nodo libanese. Se da un lato Washington e Tel Aviv ritengono che il Libano non rientri nelle clausole del cessate il fuoco, Teheran sostiene che senza l’inclusione di Beirut non vi sarà alcuno spazio negoziale.

“Il nostro dito è sul grilletto”, ha dichiarato oggi in un video messaggio il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, rimarcando che la tregua stipulata con Iran e Stati Uniti non solo non si applica a Hezbollah, ma non rappresenta affatto “la fine della campagna”.

“Questa non è la fine della campagna: i negoziati sono sono una fase nel percorso verso il raggiungimento dei nostri obiettivi”, ha precisato Netanyahu, aggiungendo che il “cessate il fuoco” raggiunto tra Teheran e Washington “non è stata una sorpresa per noi”. “Fino a questo momento, e desidero sottolinearlo, abbiamo ancora obiettivi da conseguire e li raggiungeremo, sia tramite un accordo condiviso, sia attraverso la ripresa delle ostilità, perché siamo pronti a farlo ogni volta che sarà necessario: il nostro dito è sul grilletto”, ha ribadito il leader israeliano. Secondo il premier, “l’Iran è oggi più debole che mai, mentre Israele è più forte che mai”. “Questo è il dato fondamentale della campagna finora. Siamo pronti a tornare al combattimento in qualsiasi momento”, ha concluso Netanyahu.