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23 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 19:09
Alessandro Impagnatiello, il 32enne condannato all’ergastolo per l’omicidio di Giulia Tramontano e del bimbo, Thiago, che aspettavano insieme, “non è crudele“, ma una persona “travolta dal suo immenso castello di bugie“. Impagnatiello avrebbe voluto “interrompere la gravidanza” di Giulia, ma non ce l’ha fatta perché la sua “personalità narcisistica” gli ha impedito di rovinare “l’immagine perfetta che ha sempre voluto dare di sé”.
Con queste motivazioni la difesa di Impagnatiello, nell’atto d’appello firmato dall’avvocata Giulia Geradini, chiede alla Corte d’appello di Milano di riformare la sentenza emessa in primo grado il 25 novembre 2024 per l’omicidio avvenuto a Senato il 27 maggio 2023. Il processo è in programma il 25 giugno: in particolare la difesa chiede che vengano meno le aggravanti della premeditazione e della crudeltà e che all’imputato siano riconosciute le attenuanti generiche. Sarà possibile, già nella stessa udienza, la sentenza d’appello: a rappresentare l’accusa sarà la sostituta procuratrice generale Maria Pia Gualtieri.













