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L’imputato Alessandro Impagnatiello alla lettura della sentenza del processo: ergastolo per l'omicidio di Giulia Tramontano
Un uomo "non crudele", ma una persona travolta dal suo "immenso castello di bugie" che "non premedita" l'omicidio della compagna ma accetta una gravidanza non desiderata pur di mantenere "l'immagine perfetta che ha sempre voluto dare di sé". E' il ritratto di Alessandro Impagnatiello, condannato in primo grado all'ergastolo per l'omicidio di Giulia Tramontano e del bimbo che aveva in grembo.
Nell'atto d'appello firmato dall'avvocata Giulia Geradini, il processo è in programma mercoledì 25 giugno, la difesa chiede che vengano meno le aggravanti della premeditazione e della crudeltà e che all'imputato siano riconosciute le attenuanti generiche. Possibile già nella stessa udienza - a rappresentare l'accusa sarà la sostituta procuratrice generale Maria Pia Gualtieri - la sentenza d'appello.












