Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
Ultimo aggiornamento: 11:49
Sono in camera di consiglio i giudici della della Corte di Assise d’appello di Milano che dovranno emettere il verdetto di secondo grado su Alessandro Impagnatiello, condannato all’ergastolo per aver ucciso la fidanzata Giulia Tramontano nella loro abitazione a Senago il 27 maggio 2023. L’accusa ha chiesto di confermare l’ergastolo perché l’omicidio di Giulia Tramontano è stato un “agguato” premeditato commesso con crudeltà.
Per la sostituta pg Maria Pia Gualtieri, che chiede di rigettare l’appello della difesa per escludere le aggravanti di premeditazione e crudeltà e concedere le attenuanti generiche, Impagnatiello “l’ha aspetta a casa, l’ha aspettata per due ore, non le ha dato neppure il tempo di discutere e di interloquire”. “Ha atteso che aprisse la porta di casa e l’ha colpita alla spalle” dopo aver scoperto circa 4 ore prima di “essere stato sbugiardato” dalla compagna che aveva incontrato l’amante sul loro posto di lavoro.
Per la pubblica accusa la 29enne di Sant’Antimo è stata “barbaramente uccisa” mentre “portava in grembo suo figlio” ha detto incentrando l’attenzione dei giudici popolari guidati dalla presidente Ivana Caputo e dalla giudice a latere Franca Anelli su “alcuni dei colpi” delle 37 coltellate rilevate dall’autopsia. “Tre sono al viso, non letali – ha detto -. Li ha inferti per sfigurare, infliggere sofferenze inutili”.














