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8 APRILE 2026
Ultimo aggiornamento: 17:37
La Corte di Cassazione ha disposto l’Appello bis per Alessandro Impagnatiello per il femminicidio della compagna Giulia Tramontano. I giudici della Suprema Corte hanno accolto il ricorso della procura generale di Milano e della sostituta procuratrice generale Elisabetta Ceniccola, limitatamente al riconoscimento della premeditazione. L’aggravante era stata esclusa lo scorso giugno dai giudici della Corte d’Assise d’Appello. Parallelamente, i giudici hanno rigettato il ricorso della difesa di Impagnatiello che chiedeva di escludere l’aggravante della crudeltà e il riconoscimento delle attenuanti generiche.
“Quello di Giulia Tramontano fu un agguato organizzato e premeditato”. Questa la tesi sostenuta dalla procura generale nella requisitoria per il femminicidio della 29enne, uccisa nel maggio 2023 dal compagno. La richiesta si fondava sulla ricostruzione degli elementi già emersi: la scelta dell’arma, la preparazione dell’ambiente domestico e, in particolare, la rimozione di un tappeto, interpretata come indizio di pianificazione. Secondo la Procura generale, la Corte d’Appello avrebbe “svilito il concetto di agguato”, non valorizzando adeguatamente segnali che, già in primo grado, avevano portato a riconoscere la premeditazione. Tra l’ideazione e l’esecuzione del delitto, ha sottolineato l’accusa, vi sarebbe stato “tutto il tempo per riflettere”, segno di una decisione maturata e non improvvisata.










