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25 GIUGNO 2025

Ultimo aggiornamento: 13:57

Alessandro Impagnatiello – come chiesto dalla procura generale di Milano – è stato condannato anche in secondo grado all’ergastolo per il femminicidio di Giulia Tramontano, la fidanzata al settimo mese di gravidanza, uccisa il 27 maggio di due anni fa nella loro abitazione a Senago nel Milanese. La Corte d’Assise d’appello di Milano ha confermato la sentenza di primo grado escludendo però l’aggravante della premeditazione come chiedeva l’avvocata Giulia Geradini. Confermate le altre aggravanti per l’uomo: la crudeltà e il vincolo con la vittima che aspettava un figlio a cui era già stato dato il nome di Thiago.

Il femminicidio – La giovane, originaria di Sant’Antimo in Campania, era stata colpita con 37 coltellate nella loro abitazione di via Novella 14 a Senago. Il cadavere era stato bruciato due volte nella vasca da bagno e nel box con alcol e benzina, spostato per quasi quattro giorni e nascosto fino al ritrovamento in un’intercapedine avvolto in dei teli di plastica la notte del fermo di indiziato di delitto. Prima del massacro della ragazza e del bimbo che aveva in grembo, l’uomo aveva tentato per mesi di farla abortire con un topicida.