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22 GIUGNO 2025
Ultimo aggiornamento: 10:14
“Dopo due mesi di contratto a tempo determinato mi hanno offerto l’indeterminato, tanti miei amici in Italia fanno solo tirocini a rimborso spese. Qui se fai il tuo lavoro e sai relazionarti con gli altri le aziende sono pronte a scommettere su di te”. Siamo in Danimarca, nella capitale Copenaghen, e a parlare è Matteo Di Felice, 24enne romano che dopo una laurea triennale in Economia e Management nella sua città e una specializzazione in logistica alla Copenhagen Business School, oggi lavora in un’azienda privata nel paese scandinavo.
Quando è stato il momento di iniziare a lavorare, Matteo non ha preso in considerazione l’Italia. “Perfino lo stipendio da studente lavoratore, aggiunto alla borsa di studio, era tre volte superiore a quello che avrei preso da noi ad inizio carriera”, dichiara a ilfattoquotidiano.it. In Danimarca, infatti, se lavori un minimo di 11 ore settimanali da studente hai diritto ad una borsa di studio. La scelta di dove iniziare la propria carriera, però, non si è basata su un mero calcolo economico. “Qui l’equilibrio tra vita privata e lavoro per i propri dipendenti viene ricercato dalle aziende stesse. E nella mia azienda quando comunichi la malattia il datore di lavoro la può registrare anche a fine mese, c’è una logica di dare fiducia ai dipendenti”. Un altro fattore chiave è la responsabilità. “Quando ho iniziato – ricorda Matteo – non portavo i caffè ai capi o ai colleghi più anziani, ma mi venivano assegnate delle mansioni che potevano avere una conseguenza dal punto di vista finanziario dell’azienda. Ovviamente, sei supervisionato, ma fai dei compiti, non li osservi semplicemente aspettando di avere la tua occasione”.







