Il sogno del posto fisso sino alla pensione non riguarda tutti. Perché quattro lavoratori italiani su dieci su dieci hanno cambiato impiego negli ultimi 6 mesi o intendono farlo a breve. A motivare questa scelta c’è lo stipendio, ma anche il giusto equilibrio tra lavoro e vita privata. È quanto emerge dall’indagine Randstad ( Randstad Employer Brand Research) che coinvolge 171.000 intervistati e 6400 aziende in 34 Paesi a livello globale, e che ha visto intervistare in Italia oltre 7500 persone (occupati e non occupati) tra i 18 e 64 anni sull’attrattività percepita di 150 aziende potenziali datori di lavoro, attraverso un sondaggio indipendente in cui nessuna azienda si può iscrivere volontariamente per partecipare.

Stipendio ed equilibrio lavoro vita privata

«In un datore di lavoro ricercano prima di tutto equilibrio tra lavoro e vita privata (in cima alle preferenze e sempre più importante anno dopo anno) e poi atmosfera di lavoro piacevole, retribuzione interessante, sicurezza del posto e diversità e inclusione - riporta Randstad -. Ma, in tempi di alta inflazione, lo stipendio è tutt’altro che secondario: solo meno di metà dei dipendenti italiani si sente adeguatamente retribuita e una remunerazione insufficiente è la prima ragione che spinge a lasciare il posto attuale».