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21 MARZO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:07
Svezia, agosto 2015. Maurizio Freddo ha poco più di vent’anni e un’idea abbastanza chiara: abbandonare l’Italia per costruirsi un futuro professionale e personale che qui non riesce a immaginare. “Sono partito come studente, con un Erasmus un po’ particolare tra l’Università di Torino e il KTH di Stoccolma”, racconta a ilfattoquotidiano.it. Un programma di doppia laurea in pianificazione urbana che prevedeva un semestre in più e un requisito non banale: imparare lo svedese fino a un livello intermedio. La Svezia non è una scelta casuale. Maurizio studia sistemi di pianificazione urbana e dei trasporti, in più i paesi nordici lo affascinano da sempre. Ma c’è anche un’altra spinta, più intima. “Sono omosessuale, ho fatto coming out molto giovane nella mia città, Casale Monferrato. Ero stanco di dover lottare sempre con l’omofobia diffusa e con un clima politico/sociale che non sentivo mio”. Torino non basta a cambiare le cose. “A un certo punto mi sono chiesto: ‘ma cosa sto a fare qui?’”. Tra le opzioni di Erasmus ci sono Olanda, Regno Unito, Spagna, Portogallo. Ma Maurizio sceglie Stoccolma: il nord, il freddo e la neve non lo spaventano e cerca una realtà che gli sembra più aperta. “Una volta arrivato ho capito subito che era il posto giusto per me”.






