Chi si aspettava che i leader del centrodestra si riunissero per parlare del terzo mandato e magari dare il via libera alla ricandidatura di Luca Zaia in Veneto, ha dovuto ricredersi. Perché tra Matteo Salvini e Antonio Tajani continuano a volare stracci. O, comunque, non si è registrata alcuna possibilità di uno scambio tra terzo mandato e Ius scholae. Tant’è che dell’atteso emendamento che la Lega avrebbe dovuto presentare al ddl sul numero dei consiglieri regionali per introdurre il terzo mandato, non c’è traccia: il termine in Commissione Affari costituzionali del Senato scade martedì, ma pare che nulla succederà. Anche perché le posizioni di Salvini e Tajani sono distantissime. «È un peccato che Forza Italia non ci stia sul terzo mandato - ha detto il vicepremier, segretario della Lega e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, in occasione di un incontro con i cittadini a Largo di Torre Argentina, a Roma - ma non posso obbligare qualcuno a fare qualcosa controvoglia. Sicuramente non cambio la legge sulla cittadinanza. Quando Forza Italia chiede in cambio la cittadinanza facile, lo Ius scholae, di cosa stiamo parlando? C'è appena stato un referendum in cui milioni di italiani, anche di sinistra, hanno detto che la legge sulla cittadinanza non si tocca. Anzi, per me bisognerebbe essere ancora più severi. Non siamo al mercato». Salvini ha anche smentito che ci sia stato un vertice con il vicepremier e segretario nazionale di Forza Italia, Antonio Tajani, sul terzo mandato: «È un vertice giornalistico».