Il terzo mandato ha le gambe; e sta correndo. Matteo Salvini ieri, inaugurando a Milano una sede della Lega, è stato esplicito: «Da anni sosteniamo che devono essere i cittadini a scegliere se un governatore merita il terzo, il quarto, anche il sedicesimo mandato. Spero che arrivino tutti sulle nostre posizioni, ma bisogna fare in fretta perché le elezioni sono in autunno...». E di tempo non se ne è perso da quando una settimana fa, al termine di un esecutivo di Fratelli d’Italia, Giovanni Donzelli, ha detto che «se arriva una proposta seria, siamo pronti a valutarlo», ufficializzando il cambio di posizione del partito, a lungo contrario al tris. Un concetto che il dirigente di Fdi ha ribadito ieri, sollecitando gli alleati «a far arrivare presto la loro proposta».
I problemi arrivano da Forza Italia, che a stretto giro di posta aveva esplicitato la propria contrarietà. Come però avvertiva Harold Wilson, premier laburista inglese negli anni Sessanta, «una settimana è un lungo tempo in politica». In effetti, la posizione degli azzurri è molto più possibilista oggi rispetto a sette giorni fa. Per la settimana entrante, ci sarà un incontro tra i vertici dei partiti della maggioranza e sarà trovata la quadra; una compensazione per Forza Italia. Poi la Lega darà seguito all’input del suo segretario e vicepremier. Accadrà così perché il cambio di prospettiva sul terzo mandato ha rasserenato gli animi dentro tutta la coalizione. Risolvere la questione libererebbe la premier dall’ingrato compito di dirimere le controversie locali tra alleati e compatterebbe tutta la coalizione intorno all’obiettivo primario: governare altri due anni, proseguire nel tentativo di risanamento economico e rivincere le elezioni.














