Terzo mandato, la maggioranza è spaccata. De Luca e Zaia tornano al centro del dibattito: gli scenari

La maggioranza non riesce a trovare un'intesa sul terzo mandato. Dopo l'apertura di Fratelli d'Italia la Lega spinge per velocizzare la riforma in vista delle Regionali, ma Forza Italia e Noi Moderati frenano

mercoledì 11 giugno 2025 di Enza Miriami

Terzo mandato Fratelli d'Italia ci prova. Dopo mesi di muro contro muro, c'è l'apertura del partito della premier. Nei giorni scorsi Giovanni Donzelli ha chiarito la nuova linea del partito “se le Regioni pongono questo tema – il terzo mandato – ne parliamo”. Secondo alcuni, il fatto che sia stato proprio Donzelli a lanciare la bomba, non è un caso. Il fedelissimo della premier e macchina del partito avrebbe messo in luce un tema figlio di un ragionamento politico della premier. Meloni punta ad appianare le tensioni con la Lega e a crearle all'interno del Pd, visti i precedenti tra De Luca e i dem. Al centro del dibattito due figure: Luca Zaia, governatore del Veneto e il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, entrambi giunti alla fine del secondo mandato.

Un primo spiraglio si era aperto con la legge campana, poi impugnata dal governo e bloccata dalla Consulta. Nel frattempo, mentre il Pd ha preso le distanze da De Luca sostenendo la candidatura M5S di Roberto Fico, la Lega ha continuato a pressare Palazzo Chigi. Il partito di Matteo Salvini non vuole rinunciare alla sua roccaforte (il Veneto), simbolo identitario del partito di Umberto Bossi, né tanto meno a un candidato fortissimo come Zaia, che alle ultime Regionali ha ottenuto uno storico 76%. Dopo lo stop della Consulta sul terzo mandato, Salvini ha provato a tutelare l'eredità di Zaia proponendo nomi come quello di Alberto Stefani, ma ha ribadito una linea chiara: “squadra che vince non si cambia”. C'è chi sostiene che la proposta di qualche mese fa, di far tornare Salvini al Viminale, sia stata un modo per mettere alle strette Giorgia Meloni, che nel frattempo il suo partito voleva concorrere per la Regione, forte dei risultati portati a casa dalle europee. Nonostante l'apertura di Fratelli d'Italia sul terzo mandato, la maggioranza è spaccata a metà. Il tema non era all'ordine del giorno del vertice di ieri, è stato trattato, in diverse occasioni da Donzelli, Gasparri, Calderoli, Lollobrigida, senza però arrivare ad un'intesa. L'assenza di un accordo frena ogni sviluppo. Forza Italia e Noi Moderati restano contrari. Proprio ieri, Antonio Tajani ha ribadito la posizione azzurra: “Noi sul terzo mandato rimaniamo contrari. Pronti a discutere ma non cambiamo posizione”, sottolineando il pericolo che troppi mandati non creerebbero ricircolo. La premier, però, sembra orientata a intervenire. Diverse valutazioni avrebbero contribuito alla sua scelta: la possibile bocciatura da parte della Consulta dell’impugnazione contro la delibera del Trentino sul terzo mandato, il timore di uno scontro aperto con la Lega sul Veneto (dove un candidato meno forte potrebbe minare alla coalizione) e l’opportunità politica di alimentare tensioni nel Pd, dove Elly Schlein si è già detta contraria a nuove ricandidature per De Luca. In Campania, la situazione è diversa rispetto al Veneto. De Luca, che non ha mai nascosto l’ambizione di un terzo mandato, rimane formalmente isolato. I dem hanno ufficialmente preso le distanze e appoggiato Fico, pur senza una rottura plateale. Neppure l’incontro con Schlein, avvenuto sabato scorso durante la manifestazione per Gaza, è servito a ricucire lo strappo. Dopo l’assist di FdI, però, De Luca sembra deciso a non cedere nemmeno di fronte al dissenso del suo stesso partito. Come ha più volte dichiarato, è pronto a giocarsi tutte le carte per rimanere a Palazzo Santa Lucia.