VENETO - Il terzo mandato per i governatori non è più tabù: Fratelli d’Italia dice che se ne può parlare: «Non c'è una preclusione ideologica ad affrontare il tema se viene posto dalle Regioni», spiega Giovanni Donzelli. E Forza Italia, che ha sempre eretto un muro al riguardo, ora smussa gli angoli: «Il confronto non fa mai male, ragioneremo insieme». La Lega, ovviamente, esulta: «Il confronto, una scelta saggia». E allora vien da chiedersi: cos’è successo? Se si modifica la legge e si dà così la possibilità di ricandidarsi a Zaia in Veneto, a Fontana in Lombardia e, Consulta permettendo, a Fugatti a Trento e a Fedriga in Friuli, vuol dire che Fratelli d’Italia continuerà a non avere neanche un governatore al Nord. O quella che si sta giocando è una partita a scacchi? Un allungare il brodo per prendere tempo?

Ieri pomeriggio (5 giugno), al termine dell’esecutivo del partito, il responsabile Organizzazione di FdI Giovanni Donzelli ha detto: «Vogliamo mettere in ogni Regione il miglior candidato possibile, senza mettere bandierine e siamo sicuri che faranno così anche gli alleati che in proporzione al peso elettorale sicuramente hanno più Regioni di noi. Non ci mettiamo a fare il Cencelli e ci aspettiamo che non lo facciano nemmeno gli alleati. Non c'è una preclusione ideologica ad affrontare il tema del terzo mandato se viene posto dalle Regioni. Se le Regioni pongono questo tema ne parliamo. Noi abbiamo detto che è sbagliato che ciascuna Regione scelga il numero dei mandati, deve esserci una riflessione nazionale. È un tema che deve essere affrontato come equilibrio tra poteri. Le Regioni non ce l'hanno posta formalmente, quando lo sarà vedremo anche quali sono i tempi. Se deve essere una vicenda ampia e seria e non per i casi singoli, non c'è una preclusione ad affrontarla né prima né dopo le prossime regionali. Se viene posta dalle Regioni, vediamo».