«Nessuna preclusione ideologica al terzo mandato». Con queste parole Giovanni Donzelli riapre una questione che sembrava archiviata dopo l’incontro a Palazzo Chigi tra Massimiliano Fedriga e Giorgia Meloni. Peraltro in quell’occasione il governatore consegnò alla premier il «documento di Venezia» in cui i presidenti delle Regioni chiedevano un «approfondimento» sulla questione dei tre mandati. Un documento che a FdI non basta visto che Donzelli nella sua dichiarazione ha chiesto: «Un documento in conferenza delle Regioni».

Ma perché FdI apre al terzo mandato dopo che il partito ha passato mesi a dirsi contrario con tanto di ricorso alla Consulta contro Fugatti?

Per almeno tre motivi. Il primo: se la maggioranza riuscisse a varare una legge che permetta a tutti i governatori di fare tre mandati un’eventuale bocciatura della Consulta al ricorso del governo risulterebbe ormai superata. Secondo: così facendo Meloni «accontenta» la Lega e rende più semplice completare il tetris delle Regionali. Il Carroccio si terrebbe il Veneto, con Zaia, il Friuli Venezia Giulia, con Fedriga, e Trento, con Fugatti, ma a quel punto dovrebbe cedere la Lombardia a Fratelli d’Italia. Fontana dovrebbe fare un passo indietro ma potrebbe ritrovarsi candidato a sindaco di Milano. Non è un caso che Salvini, una volta saputo dell’apertura di Donzelli, abbia chiesto di individuare subito i candidati: «L'importante è farlo in fretta e quindi son sicuro che ci troveremo a breve». Della serie bene l’apertura ma mettiamoci a tavolino e decidiamo per tempo chi corre per cosa.