Se le Regionali fossero una partita a scacchi, i due avversari, Lega e Fratelli d’Italia, starebbero disponendo i pezzi con studiata lentezza. Si attende, giorno dopo giorno, un’«apertura» (di partita) che tarda ad arrivare e che ruota tutta intorno al fatidico tema del terzo mandato. Chiesto a gran voce e in tempi non sospetti dall’uscente Luca Zaia, pareva essere stato definitivamente archiviato con la sentenza della Corte costituzionale che ha bocciato la leggina campana di Vincenzo De Luca. All’epoca, pochi mesi fa, il vicepremier e segretario federale della Lega, Matteo Salvini, non si stracciò le vesti; del resto, la proposta di legge della Lega era già stata bocciata in parlamento senza l’appoggio di azzurri e meloniani.
Terzo mandato, Fratelli d'Italia incalza la Lega: «Presentate la Legge». Ma così Salvini rischia la Lombardia
I meloniani riesumano il tema: «Se arriva una proposta valuteremo». E col via libera a Zaia in Veneto, ipotecano il Pirellone













