«Non mi vendo per un piatto di lenticchie. Le trattative sono sempre politiche, non per la spartizione di potere. Non è che io cambio idea sul terzo mandato se mi danno il sindaco di Verona o il sindaco di Milano».

Tajani alza il prezzo: non voglio poltrone, sì alla riduzione delle aliquote Irpef

Per il secondo giorno consecutivo, mentre la premier Giorgia Meloni sta ancora rientrando dal Canda dove si è tenuto il G7, il vicepremier e leader di Forza Italia Antonio Tajani ribadisce la sua contrarietà al terzo mandato per i governatori caro alla Lega e su cui Fratelli d’Italia ha aperto uno spiraglio. Ma nel ribadire la sua contrarietà di principio («siamo contro non perché siamo contro qualcuno, ma perché ci sono incrostazioni di potere che rischiano poi di essere dannose per la democrazia»), fa capire che la trattativa è possibile sui temi e non sulle poltrone. «Il terzo mandato non è nel programma, e se io devo accettare una cosa che non è nel programma è ovvio che poi gli alleati devono accettare una cosa che non è nel programma che noi proponiamo, per esempio». Tradotto: deve passare la nostra linea sulla riduzione delle aliquote Irpef al posto della rottamazione chiesta a gran voce dalla Lega.